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Il nuovo Senato: la proiezione di SP

Il nuovo Senato: la proiezione di SP

Il nuovo Senato: la proiezione di SP

A meno di una settimana dal voto è ancora tanta l’incertezza rispetto alla riforma costituzionale. In particolare, molti dubbi riguardano la composizione politica dell’eventuale nuovo senato. Alcune proiezioni, per esempio, lo danno come un monocolore PD.

Per aiutare a fare chiarezza abbiamo deciso di elaborare una nuova proiezione, seguendo alla lettera le disposizioni previste dalla legge.

In caso di approvazione della riforma, il nuovo Senato sarà eletto dai consigli regionali o provinciali dopo le prossime elezioni politiche nazionali, che si terranno entro il 2018. Secondo la nuova Costituzione infatti all’inizio della prossima legislatura ognuno dei 19 consigli regionali e dei 2 consigli provinciali di Trento e Bolzano dovrà riunirsi per eleggere al proprio interno i rispettivi senatori, per un totale di 95.

La proiezione di SP è basata sulla composizione attuale dei vari consigli.
Su 21 consigli, al momento il Centrosinistra è maggioranza in 17, il Centrodestra è maggioranza in 3, mentre la Val d’Aosta è governata da autonomisti (UV) con l’appoggio del PD.

Risultati

Data la sproporzione nei governi regionali, non sorprende che il centrosinistra con i suoi 48 seggi otterrebbe la maggioranza tra i 95 senatori elettivi. Considerando anche i due senatori autonomisti (SVP e UV), che generalmente votano con il centrosinistra, si arriverebbe a 50. Anche alcuni dei 5 senatori a vita potrebbero dare il proprio sostegno ad un’eventuale maggioranza di centrosinistra.

La maggioranza che sostiene l’attuale governo (quindi senza sinistra, ma con parte del centro) raggiungerebbe invece circa 53-55 senatori; potendo contare anche sull’appoggio dei senatori a vita, arriverebbe ad un massimo di 60.

Abbiamo elaborato anche una simulazione della distribuzione dei seggi all’interno delle diverse coalizioni, per quanto il risultato effettivo dipenderà in larga parte dalle contrattazioni tra i vari  partiti e gruppi regionali.

Il nuovo Senato: la proiezione di SP

I 5 senatori a vita attualmente in carica entreranno di diritto a far parte del nuovo senato. In particolare si tratta di
4 di nomina presidenziale: Elena Cattaneo, Mario Monti, Renzo Piano, Carlo Rubbia
1 ex Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano.
*Oltre a questi il Presidente della Repubblica potrà nominare fino a 1 senatore che resterà in carica per 7 anni. Questo limite di 1 senatore crescerà progressivamente fino a raggiungere un massimo di 5 al decesso o dimissioni degli attuali 4 senatori a vita di nomina presidenziale.

Sistema elettorale

Sulla base della rispettiva popolazione, ad ogni regione o provincia autonoma è assegnato un numero di senatori (in ogni caso non inferiore a 2).

La procedura transitoria di elezione vera e propria dei senatori è disciplinata dall’art 39 comma 1 della riforma costituzionale.
Per la prima elezione, in ogni consiglio regionale o provinciale le varie forze politiche stileranno delle liste di candidati, formate da consiglieri regionali e sindaci. Tutti i consiglieri esprimeranno quindi il proprio voto per una di queste liste.
Con metodo proporzionale (Hare-Niemeyer), si determinerà poi a quanti seggi avrà diritto ognuna di queste liste e i candidati al loro interno risulteranno eletti senatori nell’ordine di presentazione.

La disposizione prevede poi che la lista che ha ottenuto più voti potrà optare, nell’ambito dei seggi spettanti, per l’elezione di un sindaco.

Per i nostri calcoli, abbiamo ipotizzato che in ogni consiglio i gruppi di maggioranza formeranno una lista unica, mentre le forze di opposizione formeranno una lista per ogni coalizione (CSX, CDX, CX o M5S).
Per quanto riguarda la distribuzione dei seggi all’interno delle coalizioni, e quindi la composizione delle liste, abbiamo tenuto conto della forza relativa dei vari gruppi regionali e degli equilibri all’interno delle coalizioni.

Precisazioni

-Questa proiezione parcellizza le elezioni dei singoli consigli. Bisogna tenere però presente che le elezioni all’interno di ogni consiglio avverranno più o meno nello stesso momento. Valutazioni nazionali sulla tenuta delle varie giunte potrebbero portare quindi alcune maggioranze a cedere un seggio (secondo il nostro modello “non dovuto”) a partiti minori che hanno poca rappresentanza nazionale. Ad esempio, Fratelli d’Italia è determinante per la tenuta della giunta Toti in Liguria; potrebbe usare questo potere contrattuale per ottenere uno dei 9 seggi del centrodestra in Lombardia (in questo esempio a scapito di NCD)

-In alcune regioni che eleggono 2 senatori la maggioranza potrebbe approfittare dei propri numeri per formare due liste distinte ed ottenere entrambi i senatori. Per scongiurare questo rischio sarebbe necessaria una collaborazione tra le coalizioni di opposizione, che abbiamo ritenuto plausibile di fronte ad un evidente “abuso” da parte della maggioranza regionale.

-La disposizione transitoria non è applicabile direttamente e richiederà alcune interpretazioni da parte degli organismi competenti. Anche noi abbiamo quindi dovuto interpretare alcune parti. Per esempio, in tutte le leggi elettorali italiane il quoziente previsto dal metodo Hare-Niemeyer viene troncato per evitare numeri decimali. Pur non essendo specificato nella legge, anche nei nostri calcoli abbiamo deciso di troncarlo, per rispettare la prassi italiana. Se avessimo evitato di farlo i risultati sarebbero stati leggermente diversi: M5S e FI avrebbero guadagnato un seggio ciascuno a scapito di LN e SI-SEL.

-In caso di approvazione della riforma costituzionale, non è comunque escluso che prima della fine della legislatura l’attuale parlamento approvi una legge elettorale per il senato che sostituisca questa disposizione transitoria. Sulla costituzionalità di tale legge elettorale potrebbe peraltro pronunciarsi la Corte Costituzionale (art. 39 comma 11)

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