USA 2010, West Virginia 14/50

WEST VIRGINIA
Capitale: Charleston
Città maggiore: Charleston
Abitanti: 1.800.000
Camera statale: 69 Dem, 31 Rep
Senato statale: 26 Dem, 8 Rep
Governatore: Joe Manchin
Senatori: Seggio Vacante; Jay Rockfeller
Camera2 Dem, 1 Rep

Affiliazione Partitica
Democratici: 48%
Repubblicani: 34%
Indipendenti: 18%

Etnie

Bianchi: 95%
Afro-Americani: 4% 
Altri: 1%

 
Religioni
Protestanti: 64%
Cattolici: 11%
Atei/Altri: 25%
 
Le sfide
Senato
La West Virginia, uno degli stati più poveri dell’Unione, è uno stato assai strano. Fino al 2000 il “Mountain State” supportava in maniera piuttosto convinta i democratici, tant’è che perfino Reagan ed Eisenhower incontravano grosse difficoltà da queste parti, e pure autentiche pippe come Dukakis e Stevenson riuscivano a portarsi a casa i suoi EV. Poi dalla netta vittoria di Bush jr. nel 2000 lo stato ha virato nettamente sul rosso. Il risultato di Obama, in termini percentuali addirittura inferiore a quello di Kerry (43,2% contro 42,6%), ha reso ormai chiaro che, almeno a livello federale, il “Mountain State” ha ormai cambiato partito di riferimento. Se a livello di elezioni presidenziali ormai la West Virginia può essere ormai considerata stabilmente repubblicana, a livello locale la situazione è completamente diversa. I democratici difatti controllano il governatore, entrambe i senatori, due dei tre seggi alla camera, hanno amplie maggioranze in ambo i rami del congresso statale, e la maggioranza relativa della popolazione è tutt’oggi iscritta alle liste elettorali del partito democratico (anche se poi alle presidenziali votano Bush e McCain). Va da sè, siamo in uno stato del sud, profondamente conservatore, e quindi i democratici da queste parti sono molto diversi rispetto a quelli “nazionali”, e spesso sono indistinguibili dai repubblicani. Il recentemente defunto senatore Robert Byrd era un esempio tipico di questa tendenza, era difatti anti-abortista, oppositore dell’affirmative action e difensore convinto del secondo emendamento. Alla fine, dopo una lunga indecisione sul da farsi, il governatore in carica, il democratico Joe Manchin, ha deciso che il seggio lasciato libero da Byrd andrà al voto a Novembre. Lo stesso Manchin ha deciso che lascerà la poltrona di governatore per correre al senato, blindando de facto il seggio. L’unica candidata repubblicana in grado di poterlo impensierire, la rappresentante del secondo distretto Shelley Moore-Capito, ha scelto di non mollare il suo seggio a Capitol Hill. Prova sfidarlo John Raese, sfidante di Robert Byrd nel 2006. Nonostante da queste parti la popolarità di Obama sia a livelli da prefisso telefonico, Manchin può godere di appoggi importanti di gruppi di potere solitamente vicini ai repubblicani come la NRA, senza poi contare il fatto che la West Virginia non elegge un senatore repubblicano da 50 anni. Insomma, Manchin sembra pronto ad andare a sostituire Byrd. Per Obama e soci però, non so quanto sarà positivo l’approdo di un democratico ultra-conservatore al Campidoglio. Manchin promette di essere comunque una fastidiosissima spina nel fianco per Obama.  DNC Solid

Camera

Sebbene per i repubblicani le elezioni a livello statale siano sempre molto difficili, la popolarità bassissima di cui gode Obama da queste parti potrebbe portare ad un’inversione di tendenza. Faccio un pronostico, 2-1 per il GOP, che conserverà il seggio della Moore-Capito e strapperà quello attualmente occupato da Alan Mollohan, battuto alle primarie democratiche da un semi-sconosciuto.

Contiamo 

Senato, da 412920 a 422920.
Camera, da 91001 a 101201.
Governatori, 91111.
Giovanni Rettore ed il solito And-L
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